Torre

“LA TORRE DI SANTA CESARIA”

L’insicurezza delle coste rappresenta la costante invariabile dell’intero arco della storia della penisola italiana.

Il periodo di rischio maggiore, probabilmente, fu quello seguito all’alleanza tra Francesco I, re di Francia, e Solimano il Magnifico, sultano della Sublime Porta – un re cristiano e il capo della maggiore potenza anticristiana – i quali si accordarono contro l’imperatore spagnolo Carlo V d’Asburgo per contendergli il predominio sull’Europa. Fu proprio in seguito a quest’evento che Carlo V, “l’imperatore sul cui regno non tramontava mai il sole”, decise  la realizzazione di una barriera protettiva delle coste del Mezzogiorno d’Italia, che era diventato teatro privilegiato delle campagne di guerra tra le diverse potenze straniere che miravano al primato internazionale.

Nel 1563 fu emanato l’ordine di costruzione generale delle torri marittime.

La Torre di Santa Cesaria, indicata nella cartografia e nei documenti antichi quasi sempre come Torre del Monte Saraceno, è ubicata su un costone roccioso della collina che sovrasta l’abitato della città termale salentina. E’ posta tra Torre Specchialaguardia a nord e Torre di Porto Miggiano a sud ed appartiene, tipologicamente, alla serie di torri rotonde piccole otrantine realizzate all’indomani della liberazione di Otranto (1481), molte delle quali costituivano parte del sistema difensivo della rocca di Castro.

Attualmente il sito ove sorge, posto a 90 metri s.l.m., è completamente immerso in una vegetazione boschiva costituita da piante ad alto e medio fusto di pini, lecci, olivastri ed un sottobosco con essenze tipiche della macchia mediterranea la cui piantumazione risale ai primi decenni del secolo passato. Un tempo, quando la collina era brulla, la torre svettava sul panorama della città ed era visibile da qualunque posto di osservazione a riprova della sua originaria destinazione di torre di avvistamento: ne sono chiara documentazione le cartoline d’epoca e le foto panoramiche eseguite da molti turisti all’inizio del secolo ed ancora esistenti.

Non si conosce con esattezza l’anno della sua costruzione ma la troviamo citata nella cartografia del XVI secolo.

Con una base circolare di circa nove metri di diametro la torre si eleva a corpo troncoconico per un’altezza di circa 10 metri, modificata dai diversi crolli del coronamento e dei paramenti dal lato terra che l’hanno segnata nella sua configurazione originaria.

Il corpo murario, costituito da pietre informi legate da una malta a base di bolo e calce con frammenti di sabbia calcarea e tegole frantumate, si erge come sentinella che occupa ancora la sua posizione nonostante gli assalti degli uomini e del tempo.

A poca distanza dalla torre, in direzione sud, si trova un edificio costruito in conci regolari di carparo. All’esterno presenta dei paramenti lisci di corsi di conci isodomi e si sviluppa in una planimetria rettangolare con asse orientato da nord a sud. L’ingresso è rivolto lungo il lato corto meridionale e l’interno, voltato a botte centinata appare costruito dai materiali di crollo. Tracce del pluviale in pietra realizzato ad U sono visibili lungo il versante est all’altezza della vecchia quota di gronda; più in basso, incassati nel muro, esistono ancora i conci sagomati e forati per legare i cavalli.

Questo secondo edificio, realizzato con muratura a sacco e di dimensioni non eccessivamente sviluppate, fu realizzato dopo che la Torre di Santa Cesaria non risultò più idonea ai compiti di controllo del tratto di mare antistante e fu presidiata dalla Guardia Marina per vigilare su eventuali traffici clandestini.

Un’altra costruzione, ma realizzata in pietrame a secco secondo una tecnica costruttiva rurale molto diffusa nel Salento, si trova nei pressi dei due edifici sopradescritti: si tratta di una caseddha utilizzata dai contadini come riparo dalle intemperie e ricovero durante la stagione di pesca. Con la torre e l’edificio in muratura formava un insieme architettonico cui conferiva, dopo i crolli alle strutture militari, un aspetto meno minaccioso.

Gli interventi di recupero hanno consentito la salvaguardia della torre, nella sua configurazione originaria quasi completa, e dei due locali circostanti,i quali, nell’insieme, hanno ripristinato l’antico complesso architettonico, testimonianza molto rilevante per la storia di questo lembo di territorio salentino.